Piero Indrizzi - Pittore

mercoledì 9 settembre 2009

Sarah

martedì 8 settembre 2009

François de La Rochefoucauld

L'assenza affievolisce le passioni mediocri e aumenta le grandi, come il vento spegne le candele e ravviva il fuoco.

Tutti abbiamo forza sufficiente per sopportare i mali altrui.

La costanza dei saggi non è altro che l'arte di tenere la propria agitazione prigioniera nel cuore.

La durata delle passioni, come la durata della vita, non dipende da noi.

L'amor proprio è il più grande di tutti gli adulatori.

La passione fa sovente un pazzo dell'uomo più abile, e rende spesso abili i più sciocchi.

La gelosia è in un certo senso giusta e ragionevole, poiché tende solo a conservare un bene che ci appartiene, o che crediamo ci appartenga; mentre l'invidia è un furore che non può sopportare il bene altrui.

La moderazione delle persone felici deriva dalla calma che la buona sorte conferisce al loro carattere.

I mediocri condannano tutto ciò che non è alla loro portata.

Sono necessarie maggiori virtù per sostenere la buona sorte piuttosto che la cattiva.

Promettiamo secondo le nostre speranze e manteniamo secondo le nostre paure.

Se non avessimo difetti, non proveremmo tanto piacere a notare quelli degli altri.

L'interesse, che acceca gli uni, illumina gli altri.

Coloro che si applicano troppo alle piccole cose, diventano solitamente incapaci delle grandi.

E' più vergognoso diffidare dei propri amici che esserne ingannato.

La lusinga è una moneta falsa che ha corso solo grazie alla nostra vanità.

E' meglio impiegare la nostra mente a sopportare le sventure che ci capitano che a prevedere quelle che ci possono capitare.

Primo amore

Ragazzo del '99 (mio padre)

Occhi

Catullo

Vita e amore a noi due Lesbia
E ogni acida censura di vecchi
Come un soldo bucato gettiamo via.
Il sole che muore rinascerà
Ma questa luce nostra fuggitiva
Una volta abbattuta, dormiremo
Una totale notte senza fine.
Dammi baci cento baci mille baci
E ancora baci cento baci mille baci!
Le miriadi dei nostri baci
Tante saranno che dovremo poi
Per non cadere nelle malìe
Di un invidioso che sappia troppo,
Perderne il conto scordare tutto

domenica 6 settembre 2009

CHIESA

Bisogna mettersi d'accordo sulle premesse: e' l'uomo solo uno sbaglio di dio o dio solo uno sbaglio dell'uomo? (F.Nietzche)

La fede e' un recinto di tabu. Scienza e fede non hanno nulla in comune. (....)

L'uomo non raggiungera' mai la perfezione ma trova la sua missione nel perfezionamento. (J.G.Fichte)

Consultando abbastanza esperti si puo' trovare conferma a qualsiasi opinione. (....)

La fede e' paradosso, la ragione e' evidenza logica. (Kierkegaard)

Oggi non e' piu' la fede che muove le montagne ma la tecnologia. (....)

Le caste religiose sono istituzioni chiuse in se stesse con l'unico scopo dell'autoconservazione. (....)

A proposito di amore e di tolleranza: Tommaso di Torquemada, nel 1483, processo' 17.000 persone di cui 2000 furono arse vive. (....)

I cattolici non hanno mai smesso di aver paura di Giordano Bruno; (...avete piu' paura voi di me). E' una patata che scotta da molti secoli e la chiesa non sa come liberarsene; con Galileo Galilei e' stato piu' facile. (....)

La chiesa oggi e' una importante istituzione di potere economico-finanziario giuridicamente organizzata. (....)

La democrazia e' un mito, pero' e' un mito che serve ed ha il vantaggio di far contare le teste invece di tagliarle. (L.Einaudi)

Se devo essere punito per aver subordinato la fede alla ragione allora sono pronto..... (Voltaire)

Il problema dell'umanita' e' che gli stupidi sono sempre molto sicuri mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. (B. Russel)

Ci sono tanti massacri ed orrori nella Bibbia, compiuti per volere o in nome di un ipotetico dio, che viene facile pensare che questo dio sia stato concepito e creato ad immagine e somiglianza dell'uomo e non viceversa. (....)

FIRENZE

Dopo la proclamazione del dogma della infallibilita' del papa (18/7/1870), Metternich ha definito Pio IX come uomo saldo di cuore, debole di cervello e privo completamente di buon senso.

(Metternich)

CIORAN

 Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo.

La conversazione è feconda soltanto fra spiriti dediti a consolida-re le loro perplessità.

Dio: una malattia dalla quale immaginiamo di essere stati curati perché nessuno ai nostri giorni ne rimane vittima.

Nei momenti critici una sigaretta porta più sollievo che i vangeli.

Il male, al contrario del bene, ha il duplice privilegio di essere affascinante e contagioso.

Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: "A che gli è servito nascere?". Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo.

Ammettendo l'uomo la natura ha commesso molto più di un errore di calcolo: un attentato a se stessa.

Quando si sa che ogni problema è un falso problema si è pericolosamente vicini alla salvezza.
L'unico modo di conservare la propria solitudine è di offendere tutti, prima di tutti, coloro che si ama.
Colui che avendo frequentato gli uomini si fa ancora delle illusio-ni sul loro conto, dovrebbe essere condannato alla reincarnazio-ne.

(Emil Cioran)

Consigli

"Nulla è meno sincero del modo di chiedere e dare consigli. Chi ne chiede sembra avere una deferenza rispettosa verso i sentimenti del suo amico, benché pensi soltanto a fargli approvare i suoi, e a farne il garante della sua condotta. Chi consiglia, ripaga la fiducia che gli si accorda con uno zelo ardente e disinteressato, quantunque nei suoi consigli il più delle volte non cerchi altro che il proprio tornaconto o la gloria"

(La Rochefoucauld )

Cargo

Spiaggia

sabato 5 settembre 2009

Seconda moglie.

Seconda moglie.

La vita

Le persone intelligenti amano i paradossi. Sarà perché il paradosso rappresenta una forma particolarmente elaborata di ragionamento logico, sarà perché in genere queste persone hanno il gusto della battuta e amano sbalordire, sarà perché il paradosso rende più accettabile l'incongruenza della vita e sembra svelarne qualche retroscena.

Paola

Prima moglie: mamma mia!!!!

Scrivere per se stessi, poiché chi scrive per gli altri presume di aver raggiunto verità da trasmettere e questo si è dimostrato non solo fallace ma soprattutto datato nel tempo.

Essere sintetici anche se condensare in poche pagine quello che si è appreso non è facile.

Un metodo per esprimere quello che vorremmo comunicare può essere quello di usare parole e concetti espressi dai grandi nei quali ci riconosciamo, pur avendo presente il rischio di travisarne il significato: ma la frase tagliente o l’aforisma spesso riescono a trasmettere molto più di un intero saggio.


Painting

Firenze

Shiva

venerdì 4 settembre 2009

L'amore è fecondo di molto miele e di molto fiele.
(Tito Maccio Plauto)

Amore

L'amore è attesa di una gioia che quando arriva annoia.
(Leo Longanesi)

Sempre amore

L'amore può dar forma e dignità a cose basse e vili, e senza pregio; chè non per gli occhi Amore guarda il mondo, ma per sua propria rappresentazione, ed è per ciò che l'alato Cupido viene dipinto col volto bendato.
(William Shakespeare)

Happiness

Happiness is like a butterfly;
the more you chase it,
the more it will elude you;
but if you turn your attention
to other things
it will come and sit softly
on your shoulder.

(Thoreau)

Detto latino

"semel in anno licet insanire"
Letteralmente: una volta durante l'anno a tutti è permesso fare qualcosa di pazzo. Una giustificazione per feste come il Carnevale o anche per azioni fuori delle regole che tutti abbiamo il diritto di compiere (non spesso, però).

L'amore

L'amore e il sesso stanno bene insieme, e va bene anche il sesso senza amore, e l'amore senza il sesso. Sono l'amore e il sesso individuali che vanno male. (Andy Warhol)

L'amore

L'amore [...] Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta. (Giuseppe Tomasi di Lampedusa)

Classificazione dei Blog (Boring Loads of Guffs)

Un esperto di informatica ha classificato i blog in cinque categorie:
1) Disperati tentativi di ottenere un contratto editoriale.
2) Inutile duplicazione di articoli che appaiono sulla stampa nazionale.
3) Pensieri rabbiosi di anziani pensionati in pigliam.
4) Futili commenti di persone che credono che le loro opinioni contino davvero.
5) Terrificanti squarci delle menti di teenager frustrati.
(Ci sono naturalmente delle eccezioni)

giovedì 3 settembre 2009

IL PASSERO SOLITARIO.

D’in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell’anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de’ provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch’omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s’allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell’aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.
Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all’altrui core,
E lor fia vóto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest’anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.

Addio uomo: farai la fine dei dinosauri

Sos pianeta terra.
Una ricerca americana commissionata dall'Onu: troppe offese all'ecosistema, la nostra razza ha gli anni contati.

NEW YORK - Sos pianeta Terra. E stavolta non è l'ennesimo allarme ecologico sulle lontane conseguenze dell'effetto serra o del buco nell'ozono: una mega-ricerca commissio-nata dall'Onu a 175 scienziati di tutti i Paesi del mondo i cui primi risultati verranno presentati all'assemblea generale riunita a New York il 22 aprile 2000, Giornata della Terra, dimostra che non è più solo l'ambiente a soffri-re, ma l'umanità stessa. Che non muoiono soltanto le testuggini del Pacifico, il ghepardo africano o le tigri del Bengala, ma la stessa razza umana rischia l'estinzione.
In base allo studio intitolato «Pilot analysis of global ecosystems» (Analisi pilota degli ecosistemi globali) ed elaborato dal World Resources Insitute per l'Unap, agenzia per l'am-biente delle Nazioni unite si scopre che i il nostro pianeta sta collassando.
Quest'alba del secondo millennio mostra tutti i tipici segni delle sei estinzioni di massa precedenti, quando la vita venne spazzata via dal pianeta quasi completamente per ripartire poi da zero. L'ultima delle sei estinzioni è stata quella famosa dei dinosauri, scomparsi dalla faccia della terra circa 65 milioni di anni fa. Anche allora, come oggi, il primo passo era stata la distruzione della biodiversità: prima dei grandi dinosauri erano sparite innumerevoli altre specie di cui ci restano poche, ma chiare, tracce. Noi siamo già in questa fase: «Al ritmo attuale spiega il biologo E.O. Wilson entro due o tre decenni, al massimo alla fine del secolo, metà delle specie esistenti saranno estinte». In sostanza, siamo nel bel mezzo della settima estinzione di massa dalla quale verremo travolti anche noi esseri umani, se non ci fermiamo prima. Ma quando si arriva al punto di non ritorno?
Per molti ecosistemi questo punto è già stato raggiunto o sta per esserlo in tempi brevi. Lo dimostrano i disastri che sono già in atto. Milioni di abitanti del Sud-Est asiatico costretti a tapparsi in casa per settimane da un'enorme nube nera che oscura il sole, alzatasi dal devastante rogo delle foreste del Borneo; 4mila morti e 14 milioni di senza tetto a causa delle alluvioni seguite alla deforestazione in Cina; trentamila morti nelle favelas sudamericane sommerse dal fango; migliaia di morti in Etiopia dove non piove da tre anni; trentamila canadesi costretti a emigrare dal collasso della pesca al merluzzo.
L'inquinamento ormai senza ritorno delle falde acquifere (e il consumo di acqua è sestuplicato nell'ultimo secolo) e la distruzione delle aree costiere da cui dipende in gran parte la vita dei pesci e anche quella di circa due miliardi di persone fa prevedere un collasso imminen-te anche per questi due ecosistemi, mentre lo sfruttamento dei terreni agricoli è talmente deva-stante che tre quarti delle aree coltivate sono destinate a diventare un deserto privo di risorse.

Su tutto ciò troneggia una razza umana in agghiacciante crescita (cent'anni fa eravamo 1 miliardo e seicento milioni, oggi siamo quasi sei miliardi e cento milioni), che rischia ben presto di arrivare al suo capolinea.

Di Elena Corelli

Ancora

Il libero arbitrio

Il libero arbitrio è uno dei tanti controsensi o dogmi delle religioni e delle filosofie che è basato fondamentalmente su un sentire legato al cosiddetto senso comune, un sentire che non viene però neanche minimamente analizzato su base razionale. Non voglio screditare del tutto i nostri sensi, sentimenti o sensazioni, voglio solo dire che debbano essere anche passati al vaglio dell'intelletto prima di fare delle affermazioni categoriche (e pertanto potenzialmente pericolose). Così come la terra, se non si osservassero certi fenomeni o non si avessero certe conoscenze, sulla base di un malinteso senso comune potrebbe sembrare piatta, così come il nostro mondo potrebbe sembrare a tre dimensioni invece che a quattro, così potrebbe essere facile credere che l'uomo sia dotato di della capacità di scegliere, di determinare le proprie azioni solo in base alla propria volontà, indipendente-mente da qualsiasi cosa che possa chiamarsi divinità, fato, destino prestabilito, ordine naturale dellecose ...... credere in breve che l'uomo sia dotato di "libero arbitrio".

L'esistenza del libero arbitrio è un pregiudizio dei più radicati, perché è spesso alla base (a volte come presupposto non dichiarato) non solo delle più "alte" filosofie, ma anche dei ragionamenti più spiccioli. Gran parte delle nostre azioni e reazioni sono basate sul fatto che ogni persona con cui ci relazioniamo sia dotata di libero arbitrio e per questo suscettibile di essere rimproverata, lodata, biasima-ta, giudicata, condannata, messa in prigione, messa sul podio, esaltata ... Tutto ciò è ovviamente umano, fin troppo umano, e se non ci comportassimo nella vita pratica in tante occasioni "come se" il libero arbitrio esistesse, sembreremmo comportarci "da pazzi" e non riusciremmo a raggiungere certi fini. Ma da un pun-to filosofico più alto, più razionale, la negazione del liberto arbitrio porta alla negazione di qualsiasi giustificazione filosofica per il senso del peccato e della vendetta, per il senso di colpa e per l'autocelebrazione, per le morali dogmatiche, religiose e secolari. Di fronte alla negazione del libero arbitrio e quindi del concet-to di colpa, e quindi via via del concetto di peccato, di onore ... cadono ad uno ad uno tutti i più biechi pregiudizi su cui il potere religioso e temporale hanno basa-to la repressione di innocui piaceri terreni predicando al loro posto odio e intol-leranza.
Provate a immaginarvi delle crociate, delle guerre di razza o di religione, provate a immaginarvi il fanatismo razzista e nazista in un mondo in cui l'uomo non crede nel libero arbitrio ... La negazione del libero arbitrio porta alla negazione di ogni motivo per sentirsi migliori o peggiori degli altri proprio perché mostra che non si è (se non apparentemente) artefici di sé stessi; così la negazione del libero arbitrio , ben lungi dal "distruggere la morale" con la negazione dei meriti e delle colpe, apre la strada alla comprensione. Negare il libero arbitrio è un primo passo verso una strada che porta a comprendere ogni azione umana in base alle cause che la determinano, proprio il contrario della tanto decantata "morale" tradizionale che semplifica tutto con uno sbrigativo giudizio di condanna o di esaltazione. In que-sto senso mi sembra di poter affermare che una filosofia fondata sulla negazione del libero arbitrio è una filosofia dell'umanesimo, dell'amore e della comprensione.
Ribadisco, in certi casi il libero arbitrio è "come se" venisse a tutti gli effetti tacitamente riconosciuto, l'uomo non può (non ce la fa proprio, a meno di essere inumano) agire sempre essendo cosciente che i suoi simili non siano dotati di tale arbitrio, ma quel "come se" va analizzato con attenzione per evitare assurde confusioni, ed è qualcosa che mi prometto di fare più in là. (non ricordo l'autore)

Metastasio

Se a ciascun l'interno affanno
Si leggessi in fronte scritto
Quanti allor che invidia fanno
Ci farebbero pieta'...

Machbeth

Out, out, brieh candle!
Life’s but a walking shadow, a poor player
That struts and frets his hour upon the stage,
And then is heard no more. It is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury,
Signifying nothing

Spegniti, spegniti, breve candela!
La vita non è che un’ombra che cammina, un povero attore
che si atteggia e si agita sulla scena per la sua ora,
e poi non se ne sente più nulla. E’ un racconto
raccontato da un idiota, pieno di rumore e di furore,
che non significa nulla.

martedì 1 settembre 2009

Freud

“L’uomo si troverà certamente in una situazione difficile, dovrà confessare a se medesimo la propria totale impotenza, la propria irrilevanza nella compagine dell’universo, cesserà di essere il centro della creazione, né sarà più l’oggetto di tenere cure di una benevola provvidenza. Sarà nella stessa situazione del bambino che ha lasciato la casa paterna nella quale stava così protetto e così comodo. Ma non è forse vero che lo stadio dell’infanzia è destinato a essere superato? L’uomo non può rimanere sempre bambino, deve alla fine avventurarsi nella “vita ostile”. (Sigmund Freud)

Libero arbitrio

Sul così detto .

E’ sempre decisivo partire da definizioni chiare e non ambigue, quelle che seguono sono le accessioni di comuni dizionari della lingua italiana: la definizione esatta e condivisa della espressione è quindi essenziale al fine di sapere esattamente di cosa stiamo parlando.

 Libertà in senso lato: condizione di chi non subisce controlli, costrizioni, coercizioni, impedimenti e simili; possibilità di agire in modo autonomo senza condizionamenti.
 Volontà: facoltà di volere, capacità di decidere ed iniziare una certa azione.
 Arbitrio: [vc. dotta, lat. arbitrium, da arbiter “arbitro”] – Facoltà di giudicare ed operare liberamente le proprie scelte e la propria volontà.
 Libero arbitro: possibilità da parte dell’uomo di scegliere senza essere condizionato da alcuna necessità.

Date queste premesse, non sembra fuori luogo chiedersi quale spazio possa avere il c.d. . Infatti l’uomo, così come ogni altro essere vivente:

 Non sceglie di esistere come vivente.
 Non sceglie di esistere come specie.
 Non sceglie di esistere come individuo.
 Non sceglie la propria formazione biologica.
 Non sceglie la regolazione del proprio sistema endocrino.
 Non sceglie il proprio condizionamento biologico e ambientale.
 Non sceglie il comportamento etologico di primate.
 Non sceglie il condizionamento materno e familiare.
 Non sceglie il condizionamento sociale. (*)

Da questo ne consegue che:

 L’uomo non poteva non essere che quello che è.
 Quindi tutti gli uomini non potevano non essere che quello che sono.
 E dunque la società non poteva e non può essere che quella che è.
 E la storia non poteva non essere che quella che è stata.
 La conclusione è che siamo in una trappola da cui non solo non è possibile uscire, ma all’interno della quale non abbiamo alcuna possibilità di movimento e di scelta.

(*) N.B.: E’ stato dimostrato che le ultime due voci (condizionamenti familiare e sociale) instaurano modificazioni permanenti a livello sinaptico che rimangono stabili per tutta la vita.

Ci piacerebbe che qualcuno ci spiegasse cosa sceglie l’uomo.

Budda

Non dovete credere solo perche' alcune cose sono contenute in antichi manoscritti, non dovete credere solo perche' questa e' la fede del vostro paese, non dovete crede-re solo perche' siete stati indotti a farlo dai vostri genitori e dai vostri maestri, ma ragionate sulla verita' delle cose, e se dopo averle analizzate ritenete che siano buo-ne, allora credeteci, vivete in armonia con esse ed aiutate gli altri a farlo. (Budda)